Proteggere gli occhi dei bambini dal sole

14 Giu 2016

La radiazione solare che arriva sulla Terra è composta dalla luce visibile ( che noi possiamo vedere) e da alcune componenti a noi invisibili come i raggi Ultravioletti e gli infrarossi.

Mentre gli infrarossi si dimostrano innocui per i nostri occhi, i raggi U.V. sono responsabili di varie problematiche e patologie sia nel breve che nel lungo periodo.

La struttura che si dimostra maggiormente a rischio nell’esposizione prolungata è sicuramente la retina, anche perché il suo danno si manifesta sempre con una riduzione della vista.

 

spettro-luce

La retina inoltre accumula i danni e dimostra una memoria simile a quella della pelle, sviluppando patologie anche a distanza di molti anni dalle “scottature” solari.

Nel nostro occhio è il cristallino a filtrare la maggior parte dei pericolosi raggi U.V. impedendo a questi ultimi di raggiungere la retina con tutta la loro energia.

Anche il cristallino in ogni caso può essere danneggiato dalle esposizioni prolungate al sole, sviluppando la cataratta in maniera precoce.

 

 

Anche la pupilla, riducendo il suo diametro in condizioni di alta illuminazione si occupa di ridurre, oltre alla luce visibile, i raggi U.V. che raggiungono il cristallino, la retina e le altre strutture più interne dell’occhio.

L’occhio dei bambini però non è completamente pronto ad affrontare i raggi U.V. del sole. Questo è soprattutto dovuto al naturale processo di sviluppo del cristallino.

Nei bambini il cristallino è perfettamente trasparente e per questo non ancora molto efficace nel filtrare le radiazioni U.V. solo al raggiungimento dei 12 anni di età ne assorbe il 50%.

Per questo motivo e considerando gli alti fattori di irraggiamento U.V. che oggi raggiungono la superficie è sempre consigliato l’utilizzo di occhiali da sole con filtro ultravioletto di buona qualità a difesa degli occhi dei nostri bambini.

L’uso invece di occhiali di dubbia provenienza con filtri U.V. non verificati e certificati può dimostrarsi di estrema pericolosità: la lente scura fa aumentare il diametro pupillare permettendo alle radiazioni non visibili di entrare nell’occhio in quantità ancora maggiore laddove non abbia un filtro U.V. di reale efficacia.

(articolo Simone Soldani)